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Breve storia 
della musica

 

Dal 1998, con la ristrutturazione della nuova sede ad opera dei soci e di diversi ditte di costruzioni acernesi, l’associazione ha incominciato a raccogliere strumenti e documenti musicali per la realizzazione del  "Museo della Musica". A cinque anni da quella data, il "Museo della Musica" (un museo didattico) conta circa 200 pezzi.

La raccolta si divide in strumenti bandistici (quasi tutti), d’orchestra (Violino, oboe) e di tradizione popolare da tutto il mondo, dalla balalaica russa alla cornamusa scozzese, dalle mariba sudamericane alla zanza africana e ancora dallo scacciapensieri all’ocarina e il launeddas sardo . L’associazione, riguardo agli strumenti di tradizione popolare, si è attivata scrivendo a tutti gli Istituti di Cultura  Italiani nel mondo, richiedendo strumenti delle tradizioni e con grande soddisfazione nel 2001 abbiamo avuto la visita dell’Ambasciatore italiano a Damasco (Siria) , Dott. Napolitano, che ci ha consegnato tre strumenti del medio Oriente, il Tabla o Tabil, un ‘Ud e una Bebab. Gli strumenti che si trovano nel museo non possono definirsi antichi, in quanto  risalgono maggiormente alla seconda metà del secolo scorso, nonostante ci siano, oltre a spartiti dell’inizio, un paio di timpani ed un mandolino che risalgono agli inizi del '900 e una zampogna della nostra zona di fine 800.  Il “Museo della Musica” dell’Associazione è attualmente l’unico museo musicale didattico dell’Appennino Meridionale (Università degli Studi di Salerno, che ha censito tutti i musei dell’Appennino Meridionale)

 

    

 

 

 

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